La Corea del Sud vuole addestrare circa 500.000 militari all’uso dei droni militari e acquistare fino a 60.000 UAV entro il 2029, trasformando esercito, marina, aeronautica e marines in una forza diffusa di operatori.
Il messaggio di Seul è chiaro: nella guerra moderna il drone non è più uno strumento per reparti specializzati, ma una competenza di base.
Droni militari: il piano di Seul per 500.000 soldati
Il ministro della Difesa sudcoreano Ahn Gyu-back ha presentato il piano il 26 giugno 2026, collegandolo alle lezioni arrivate dall’Ucraina, dal Medio Oriente e dalla pressione crescente della Corea del Nord. Secondo quanto riportato da The Guardian, Seul vuole comprare circa 11.000 droni commerciali per l’addestramento già entro la fine del 2026, portarli a 60.000 entro il 2029 e aggiungere oltre 20.000 droni da combattimento economici entro il 2030.
“All soldiers should be able to use drones like a second personal firearm.”
La frase di Ahn è più importante del numero. Se il drone diventa “una seconda arma personale”, l’addestramento cambia prima della tecnologia: un fante deve saper osservare, correggere il tiro, disturbare un drone avversario, usare un sensore e leggere dati in tempo quasi reale. Non serve immaginare sciami autonomi fantascientifici. Basta un quadricottero da ricognizione, un tablet, una batteria, un software di mappatura e un reparto che sa usarli sotto pressione.
Il piano include anche una spinta alla produzione nazionale. La Corea del Sud vuole ridurre dipendenze estere su componenti critici, un punto che pesa in un settore dove chip, sensori, radio e batterie contano quanto il telaio. Non è un dettaglio industriale: come mostra anche la carenza di memorie DRAM attesa verso il 2027, la capacità di produrre sistemi AI e dispositivi connessi dipende da filiere fisiche, non solo da modelli software.
Perché i droni pesano nella guerra moderna
Gli UAV, cioè velivoli senza pilota a bordo, hanno cambiato il costo della sorveglianza e dell’attacco. Un esercito può usare droni economici per osservare una posizione, guidare artiglieria, colpire veicoli o saturare difese che costano molto di più del bersaglio in arrivo.
La componente AI entra in più punti. I sistemi più avanzati usano AI edge, cioè modelli eseguiti sul dispositivo o vicino al sensore, per riconoscere oggetti, stabilizzare immagini, seguire bersagli e navigare quando il collegamento radio viene disturbato. L’operatore umano resta centrale, ma il software riduce il carico cognitivo e accelera la decisione.
Per questo il piano sudcoreano non riguarda solo “più droni”. Riguarda più soldati capaci di lavorare con macchine semi-autonome in ambienti disturbati. Seul non sta annunciando un gadget, sta normalizzando l’interfaccia uomo-macchina nel combattimento quotidiano.
Il parallelo con l’Ucraina è esplicito. Nel febbraio 2024, il presidente Volodymyr Zelensky ha firmato il decreto per creare le Forze dei sistemi senza pilota, spiegando sul sito ufficiale della presidenza ucraina che i droni avevano dimostrato efficacia “a terra, in cielo e in mare”. Washington ha letto la stessa lezione: l’ordine esecutivo statunitense Unleashing American Drone Dominance chiede al Dipartimento della Difesa di procurare, integrare e addestrare l’uso di droni economici e ad alte prestazioni.
Se un soldato deve usare un drone come un fucile, chi controlla il confine tra assistenza algoritmica e decisione letale quando il tempo di reazione scende a pochi secondi?
Corea del Nord, Ucraina e pressione sull’Asia
Seul non si muove nel vuoto. La Corea del Nord ha già testato droni esplosivi e, secondo i funzionari sudcoreani citati da AP, avrebbe beneficiato dell’esperienza russa maturata in Ucraina, anche attraverso trasferimenti di tecnologia e conoscenze operative.
Il trauma operativo per la Corea del Sud risale anche al dicembre 2022, quando cinque piccoli droni nordcoreani entrarono nello spazio aereo sudcoreano. Uno arrivò nella no-fly zone vicino all’ufficio presidenziale di Seul. La risposta con jet, elicotteri e colpi d’arma da fuoco non riuscì ad abbatterne nessuno. Per uno Stato che vive a pochi chilometri dalla linea di demarcazione più militarizzata al mondo, quell’episodio ha trasformato un rischio teorico in una vulnerabilità visibile.
C’è poi il fattore demografico. Le forze sudcoreane devono mantenere deterrenza convenzionale, difesa missilistica e prontezza terrestre mentre la popolazione in età militare cala. I droni non eliminano il problema, ma permettono a reparti più piccoli di vedere più lontano, coprire più terreno e reagire con meno esposizione fisica.
Munizioni circuitanti, K-Lucas e difese laser
La parte più delicata del piano riguarda le munizioni circuitanti, droni esplosivi che restano in volo in attesa di un bersaglio e poi si dirigono sull’obiettivo. Seul vuole accelerare K-Lucas, un sistema nazionale a lungo raggio ispirato ai modelli economici di attacco unidirezionale emersi nei conflitti recenti.
Accanto all’offesa, la Corea del Sud punta sulla difesa anti-drone: laser, microonde ad alta potenza e sistemi per disturbare comunicazioni e navigazione. Qui l’AI diventa un filtro operativo. Un sistema difensivo deve riconoscere piccoli oggetti, distinguerli da uccelli o traffico civile, assegnare priorità e scegliere una risposta in tempi ridotti. Chi vuole ripassare i concetti base può partire dal Glossario AI, ma la sostanza è semplice: più droni entrano nello spazio di battaglia, più cresce il bisogno di software che selezioni segnali utili dal rumore.
Per il lettore italiano, la conseguenza concreta è industriale e politica. La Corea del Sud mostra che la difesa AI non si misura solo in modelli più grandi, ma in addestramento, componenti, filiere elettroniche, sensori e dottrina. L’Italia, che guarda all’Asia anche come mercato tecnologico e alla Corea come polo avanzato, lo ha già visto nel civile con l’espansione dell’AI coreana attorno a Seoul. Ora la stessa traiettoria entra nella difesa: chi produce software, chip, sistemi embedded o formazione tecnica dovrà trattare i droni come infrastruttura strategica, non come accessorio militare.
Fonti citate
- South Korea plans to train entire military as drone warriors , Ars Technica, giugno 2026.
- South Korea to train half a million military personnel to become ‘drone warriors’ , The Guardian, 26 giugno 2026.
- North Korea’s Kim calls for ‘destructive’ military posture as South vows to boost drones , Associated Press, 26 giugno 2026.
- Unleashing American Drone Dominance , The White House, 6 giugno 2025.
- Address by the President of Ukraine on the creation of the Unmanned Systems Forces , Office of the President of Ukraine, 6 febbraio 2024.
