Il 25 marzo 2025 la NATO Communications and Information Agency ha acquisito il Maven Smart System di Palantir per il comando operativo dell’Allied Command Operations — e il Dipartimento della Difesa USA ha portato il tetto contrattuale a 1,3 miliardi di dollari fino al 2029. Non è un upgrade tecnologico: è la ratifica ufficiale che Palantir non è più un fornitore software della difesa occidentale. È la sua infrastruttura decisionale.
La distinzione conta. Per anni il dibattito pubblico su Palantir ha ruotato intorno alla borsa, alla valutazione e ai trimestrali. Il contratto MSS NATO cambia il frame in modo irrevocabile: la domanda rilevante non è quanto vale Palantir sui mercati, ma cosa sa fare, cosa può vedere — e chi ne risponde democraticamente.
Come funziona Palantir AI difesa nella catena di comando NATO
Foundry e AIP (Artificial Intelligence Platform) sono le due piattaforme con cui Palantir integra flussi di dati eterogenei — intelligence, logistica, targeting, sorveglianza — in interfacce decisionali fruibili dagli operatori militari. Il Maven Smart System NATO, dispiegato presso il Joint Warfare Centre e già impiegato nell’esercitazione STEADFAST DETERRENCE 2025, porta questa capacità all’interno del comando operativo alleato: i dati di intelligence di più nazioni convergono su un’unica piattaforma, e le opzioni di risposta vengono presentate in quasi-tempo reale ai decision-maker.
La piattaforma TITAN — Tactical Intelligence Targeting Access Node — va oltre: è il primo veicolo da combattimento definito dall’AI che integra direttamente capacità di analisi dati con sistemi d’arma. Nel quadro teorico di Ulbricht ed Egbert (2024), Palantir non analizza il campo di battaglia: è il campo di battaglia, nella misura in cui è la piattaforma che lo rappresenta ai comandanti.
«NATO acquires AI-enabled warfighting system» — NCIA/SHAPE, comunicato ufficiale, 25 marzo 2025. La scelta del termine warfighting non è casuale.
Il perimetro si estende oltre l’Atlantico. Il 18 settembre 2025 il Ministero della Difesa britannico ha sottoscritto con Palantir un accordo quinquennale fino a 750 milioni di sterline per integrare capacità AI già sperimentate in Ucraina nelle catene di pianificazione e targeting delle forze armate — accompagnato dall’insediamento di una sede europea difesa a Londra con investimenti previsti fino a 1,5 miliardi di sterline.
«New strategic partnership to unlock billions and boost military AI and innovation» — UK Ministry of Defence, settembre 2025.
A questo si affianca, sul fronte americano, il contratto da 30 milioni di dollari assegnato da ICE ad aprile 2025 per ImmigrationOS: un sistema per identificare soggetti prioritari per la rimozione, tracciare rimpatri volontari in quasi-tempo reale e ottimizzare la logistica delle deportazioni. Tre teatri operativi distinti — comando NATO, forze britanniche, enforcement migratorio USA — con la stessa infrastruttura tecnologica sottostante.
La domanda che i comunicati ufficiali non si pongono è questa: quando lo stesso fornitore gestisce sia l’AI della NATO che i sistemi di sorveglianza migratoria di un governo, dove finisce la “difesa” e dove inizia qualcosa che richiede un tipo diverso di accountability?
Le controversie che i partner non citano

Chi segue il settore da vicino sa che la costruzione di dipendenze tecnologiche è parte integrante del modello di business di Palantir — non un effetto collaterale. L’azienda non vende licenze: installa infrastruttura, forma personale, diventa il linguaggio con cui le organizzazioni interpretano i propri dati. Il lock-in non è un bug: è la strategia, esplicitata senza riserve dalla leadership aziendale.
Le critiche si articolano su tre livelli distinti.
Il primo è geopolitico. La progressiva integrazione di piattaforme proprietarie statunitensi nelle catene di comando europee consolida una dipendenza strategica che le ambizioni di autonomia dell’UE non riescono ancora a mitigare in modo sostanziale. Newlove-Eriksson ed Eriksson (2023) la definiscono come il processo di formazione di un complesso militare-civile-industriale europeo nel quale il polo tecnologico è, di fatto, americano — e Palantir ne è il caso paradigmatico.
Il secondo è etico. Il 30 giugno 2025 Francesca Albanese, Relatrice Speciale ONU per i territori palestinesi occupati, ha identificato Palantir tra le imprese con presunti collegamenti alle operazioni condotte nella Striscia di Gaza, nel Rapporto A/HRC/59/23 presentato al Consiglio per i Diritti Umani. Non è una sentenza, ma è una fonte ufficiale ONU — e i gestori patrimoniali europei esposti al titolo dovranno confrontarsi con le implicazioni dei Regolamenti SFDR e CSRD sul versante “social” degli investimenti ESG.
Il terzo è algoritmico. Iliadis e Acker (2022) mostrano come la retorica di neutralità tecnica di Palantir occulti scelte architetturali che producono outcome concreti in termini di sorveglianza e controllo: bias nei dati storici, discriminazione implicita, opacità della catena di accountability. Un sistema che genera raccomandazioni di targeting militare non è neutro per definizione — e pretendere che lo sia è, nella migliore delle ipotesi, un errore epistemico.
L’Europa davanti a Palantir AI difesa: sovranità e regolazione
Il quadro normativo europeo applicabile a Palantir è meno monolitico di quanto la pubblicistica suggerisca — ed è qui che la notizia diventa concretamente rilevante per istituzioni e professionisti italiani operanti nei settori sicurezza e difesa.
L’AI Act (Reg. UE 2024/1689), entrato in vigore il 1° agosto 2024, esclude all’articolo 2(3) i sistemi usati esclusivamente per finalità militari, di difesa o di sicurezza nazionale. Maven Smart System NATO e TITAN rientrano in questa esclusione. Ma il considerando 24 introduce un corollario decisivo: se un sistema sviluppato per finalità militari viene impiegato anche temporaneamente per finalità civili, l’AI Act si applica integralmente. I sistemi Palantir per la gestione delle frontiere e il law enforcement ricadono invece nell’Allegato III §7 — sistemi ad alto rischio — con obblighi stringenti di risk management, data governance e supervisione umana.
Il Digital Omnibus on AI, proposta presentata dalla Commissione a novembre 2025, posticipa l’applicazione degli obblighi sui sistemi ad alto rischio al 2 dicembre 2027 per i sistemi stand-alone e al 2 agosto 2028 per quelli integrati in prodotti. Consiglio (13 marzo 2026) e Parlamento europeo (26 marzo 2026, 569 voti favorevoli e 45 contrari) hanno già adottato le rispettive posizioni. I triloghi sono in corso.
Per le istituzioni italiane — Ministero della Difesa, forze dell’ordine, enti di gestione delle frontiere — il dato operativo è preciso: il segmento difesa/sicurezza nazionale mantiene ampi margini di operatività fuori dall’AI Act, ma ogni utilizzo che sconfina nel civile o nel law enforcement attiva l’intera architettura regolatoria. Il precedente Clearview AI — 30,5 milioni di euro di multa dall’autorità olandese per trattamento illecito di dati biometrici — indica la scala delle sanzioni applicabili.
Alex Karp sostiene che le democrazie occidentali sopravvivono perché chi le difende ha strumenti migliori di chi le attacca. L’Europa deve decidere se questo argomento è sufficiente a giustificare il grado di dipendenza tecnologica che sta accettando — e deve farlo prima che i triloghi del Digital Omnibus chiudano, con 569 parlamentari che hanno già votato sì a un quadro regolatorio che lascia il segmento difesa quasi interamente fuori perimetro.
Fonti
- NCIA/SHAPE (2025). NATO Acquires AI-enabled Warfighting System. 14 aprile . https://www.ncia.nato.int/newsroom/news/nato-acquires-aienabled-warfighting-system
- UK Ministry of Defence (2025). New Strategic Partnership to Unlock Billions and Boost Military AI and Innovation. GOV.UK, 18 settembre. https://www.gov.uk/government/news/new-strategic-partnership-to-unlock-billions-and-boost-military-ai-and-innovation
- Freedberg, S.J. Jr. (2025). NATO Picks Palantir’s Maven AI for Military Planning, Amid Trans-Atlantic Tension. Breaking Defense, 14 aprile. https://breakingdefense.com/2025/04/nato-picks-palantirs-maven-ai-for-military-planning-amid-trans-atlantic-tension/
- American Immigration Council (2025). ICE to Use ImmigrationOS by Palantir, a New AI System, to Track Immigrants’ Movements. 21 agosto. https://www.americanimmigrationcouncil.org/blog/ice-immigrationos-palantir-ai-track-immigrants/
- UN Human Rights Council / Albanese, F. (2025). From Economy of Occupation to Economy of Genocide. A/HRC/59/23, 2 luglio. https://www.ohchr.org/en/documents/country-reports/ahrc5923-economy-occupation-economy-genocide-report-special-rapporteur
- Ulbricht, L. e Egbert, S. (2024). In Palantir We Trust? Regulation of Data Analysis Platforms in Public Security. Big Data & Society, 6 agosto. https://doi.org/10.1177/20539517241255108
- Iliadis, A. e Acker, A. (2021). The Seer and the Seen: Surveying Palantir’s Surveillance Platform. The Information Society, 19 agosto https://doi.org/10.1080/01972243.2022.2100851
- Newlove-Eriksson, L. e Eriksson, J. (2022). Conceptualizing the European Military-Civilian-Industrial Complex. Defence Studies, 11 agosto https://doi.org/10.1080/14702436.2023.2277434
- Unione europea (2024). Regolamento (UE) 2024/1689 — AI Act. GU L 2024/1689, 12 luglio. http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1689/oj
- Commissione europea (2025). Digital Omnibus on AI — COM(2025) 836 final, 19 novembre. https://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:52025PC0836
- European Parliament (2026). AI Act: Delayed Application, Ban on Nudifier Apps. 26 marzo. https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20260323IPR38829/artificial-intelligence-act-delayed-application-ban-on-nudifier-apps
- Autoriteit Persoonsgegevens (2024). Dutch DPA Imposes a Fine on Clearview AI. 3 settembre. https://www.autoriteitpersoonsgegevens.nl/en/current/dutch-dpa-imposes-a-fine-on-clearview-because-of-illegal-data-collection-for-facial-recognition
